Indice
Se recuperiamo, o troviamo al mercatino dell’usato, vecchie poltroncine da camera da letto che un tempo erano quasi sempre coordinate anche a un poggiapiedi, possiamo dotarle di una nuova fodera, di tipo estraibile, per farle tornare a far parte dell’arredamento di casa nostra. L’aspetto pratico delle fodere estraibili è che si possono togliere quando si sporcano ed essere lavate facilmente in casa. Prima di accingervi a compiere i passaggi relativi a taglio e cucito, valutate lo stato di usura degli scheletri delle poltrone e del poggiapiedi. Decidete se necessitano di interventi di riparazione che consentano di riportarli a una buona funzionalità. Gli interventi solitamente più frequenti sono: rimuovere la vecchia fodera, rinnovare eventualmente le molle e controllare la stabilità delle gambe. Una volta eseguite queste riparazioni potete cominciare a lavorare sul tessuto.
COSA SERVE
-tessuto in cotone, cretonne o misto lino
-cerniera. velcro
-cordoncino, passamaneria
-filo di cotone
Ultimo aggiornamento 2025-03-22 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API
Studiate, prima di procedere all’acquisto del tessuto, la collocazione finale della poltroncina e l’arredo circostante. Il tipo di rivestimento va adottato tenendo conto del colore, fantasia, qualità del tessuto, chiusura ecc. I tessuti più adatti per questo lavoro sono: il cotone, il cretonne, i misto lino (che, però, sono più delicati dei cotoni). Scegliete comunque una stoffa morbida ma resistente, a trama fitta, di colori indelebili. Evitate le stoffe grosse perché difficili da lavorare, specialmente se volete inserire eventuali profili nelle cuciture. Nota molto importante: ricordatevi di mettere a bagno la stoffa prima di procedere al taglio.
Risulta essere fondamentale eseguire questa operazione perché se si bagna la fodera dopo che è stata cucita, il tessuto si restringe troppo, e la fodera non si adatterebbe più alle misure prese all’inizio.
PREPARAZIONE
La poltroncina recuperata può avere un rivestimento di vario tipo che va sempre tolto fino a scoprire la fodera sottostante. Munitevi di forbici e pinze per togliere le graffette o i chiodini di fissaggio. Piccoli interventi di restauro del telaio possono rendersi necessari per poter utilizzare tranquillamente la poltroncina.
Controllate lo stato di usura delle molle e dei nastri con relative cuciture sotto il sedile e anche la sua imbottitura.
Se necessario cambiatele e sostituitele con molle e imbottitura nuove.
I CARTAMODELLI
La prima operazione da compiere è fare due cartamodelli delle fodere estraibili: uno per la poltroncina e l’altro per il poggiapiedi. Immaginate di dividere in varie sezioni la fodera, in base alla forma della poltrona stessa. Misurate, con il metro a nastro, la grandezza di ciascun settore. Sommate il tutto per trovare la superficie totale della fodera e otterrete la quantità di tessuto che vi occorre.
Per le pieghe piatte, che costituiscono le cosiddette balze, è preferibile fare due cartamodelli separati.
Se la misura della balza della poltroncina è identica a quella del poggiapiedi potete fare solo un cartamodello e usarlo per la balza di entrambe.
Realizzate i cartamodelli a grandezza naturale (li utilizzerete per tagliare il tessuto). Ricordatevi quando realizzate i cartamodelli di calcolare le cuciture per gli orli interni e per gli orli inferiori (circa 5-6 cm) e la stoffa occorrente per eseguire le pieghe piatte.
1 – tutte le misure necessarie da rilevare per poter fare il cartamodello della poltroncina.
2 – sviluppo dei cartamodelli. Per la poltroncina: A – retro schienale; B – schienale; C – sedile; D – balza. Per il poggiapiedi: E – balza; F- sedile.
LE PIEGHE PIATTE
Sono una serie di pieghe a fisarmonica girate tutte nella stessa direzione. La profondità delle pieghe può variare dai 2
agli 8 cm. Nel caso della poltroncina qui raffigurata i centimetri impiegati per la profondità delle pieghe sono 5.
Tenete presente però il tipo di tessuto usato e l’effetto che volete ottenere. Generalmente, più pesante è la stoffa più profonde devono essere le pieghe.
Due esempi di diversa esecuzione delle pieghe. A: le pieghe piatte si presentano tutte nella stessa direzione. B: quelle a cannone si estendono sul fronte del tessuto. Questo tipo di piega esige una maggiore quantità di tessuto.
Quelle poco profonde tendono ad aprirsi e stanno meglio a gruppi creando così un effetto a ventaglio. Potete anche scegliere di fare pieghe a cannone che si fronteggiano sul diritto della balza. Per fare una piega che duri, scegliete tessuti secchi, come il lino e i cotoni sostenuti, in grado di formare una piega netta sotto la pressione delle mani o del ferro a vapore.
LE LINEE DI PIEGATURA
Per eseguire bene le pieghe, tracciate sul cartamodello 3 linee per ciascuna piega: la linea di piegatura esterna, la linea di piegatura interna e la linea d’appoggio. La posizione delle linee varia a seconda del tipo di piega, ma in ogni caso la profondità della stessa è sempre la distanza tra la linea di piegatura esterna e quella interna. Riportate le marcature dal cartamodello alla stoffa con punti molli lavorati a intervalli regolari lungo le linee, usando un filo di colore contrastante per le linee di piegatura esterne e altri colori per quelle interne e d’appoggio.
Per eseguire le pieghe. tracciate sul cartamodello le linee di piegatura esterna (A), la linea di piegatura interna (B)e la linea d’appoggio (C). Questo sistema consente di effettuare pieghe piatte precise e tutte uguali. Durante il lavoro, per appuntare le pieghe. aiutatevi con gli spilli.
1 – passate sopra le pieghe il ferro da stiro a vapore.
2 – le balze terminate col relativo orlo.
3 – vista del fronte (A) e del retro (8) delle giunzioni del tessuto sugli spigoli del sedile.
APPUNTARE E IMBASTIRE
Cominciate a lavorare procedendo da sinistra verso destra sul diritto del lavoro. Fate la prima piega lungo la linea di piegatura esterna e portatela sulla linea d’appoggio. Appuntate le pieghe con gli spilli attraverso tutti gli spessori del tessuto. Iniziate a imbastire le pieghe usando un filo di seta per non lasciare segni e togliete gli spilli mano mano che procedete nel lavoro. A questo punto eseguite attraverso tutti gli strati del tessuto una cucitura nel margine superiore della balza per mantenere le pieghe saldamente a posto. Quando avete fatto tutte le pieghe stiratele con il ferro a vapore per appiattirle bene. Dopo aver terminato le balze con le pieghe piatte potete tagliare le fodere usando i cartamodelli fatti precedentemente. Effettuate con la macchina da cucire uno zigzag lungo tutti i tagli del tessuto e imbastite anche gli orli inferiori delle balze. Assemblate insieme le varie sezioni tagliate, imbastendole tra di loro, ed effettuate una prima prova per verificare che le fodere si adattino bene. Controllate che gli orli delle balze siano uguali e che non vi siano punti in cui il tessuto tiri formando antiestetiche pieghe (molto visibili).
Particolare del collegamento tra le pieghe piatte e il resto del rivestimento. Le linee di unione possono essere arricchite con un cordoncino dello stesso tessuto del rivestimento.
TIPI DI CHIUSURA
La chiusura della fodera va fatta sul dorso esterno della poltroncina. Se applicate una cerniera, questa deve essere lunga come lo schienale più l’altezza della balza fino a terra.
Calcolate, prima di eseguire l’apertura, qualche centimetro in più di stoffa per gli orli che vanno ripiegati all’interno. Se mettete dei nastrini di tessuto o il Velcro, calcolate sempre i centimetri in più per gli orli, più qualche altro centimetro, poiché la chiusura, in questo caso, va leggermente accavallata.
FASE FINALE
Se le fodere si adattano bene senza problemi potete passare alle cuciture finali con la macchina da cucire usando un filo di cotone uguale al tessuto scelto.
Potete rifinire il lavoro cucendo, tra la balza e il piano del sedile, un cordoncino nello stesso colore della fodera oppure potete cucire una bella passamaneria in colore contrastante.